martedì 1 settembre 2009

TIMBACONTA




Ciao-
Mi chiamo Timba.
Ho 11 mesi e vivo aggrappato alla schiena di Filò. Che è la mia mamma.
Sono abituato a sentir alcuni non afro dire: guarda te che tristezza quel bimbo là, gli alterano lo sviluppo. Non lo stimolano. Lo escludono e lo privano delle coccole nonché delle più basiche attenzioni. Se lo dimenticano alle spalle.
Ecco. Son sempre Timba. Siccome sono il protagonista, mi sa che oggi intervengo.
Lo ammetto sono poco più che un fagotto qua dietro, e mi si vede appena, ma io si. Io eccome che vedo…
Tiro fuori gli occhietti incavati nel nero morbido della mia faccetta e affondo sulla mia irrefrenabile voglia di conoscenza, misteriosa e silente.
Stamattina Filò è uscita di casa prima del sole, ha messo sulla testa il recipiente con la mandioca che gli amanti del cibo nostrano le pagheranno qualche quattrino, così poi anche io mi sbafferò un po’ della farina che esce da lì. Stesso tubero, ma consistenza diversa. Viva il mio cibo.
Intanto che lei baratta la verdura, io mi sporgo a sinistra, sballonzolo sul panno annodato sul suo seno e chiuso appena sopra l’ombelico. Il taxista azul porta in giro 15 viandanti stretti stretti: cavolo, mi dico, anche loro hanno iniziato presto, e son tutti pigiatissimi, per fortuna IO mi dispensa.
Guarda là…stanno dipingendo il palazzo di fronte. Eh si, l’era pure l’ora!
Ma che fa…no, no, aspetta, fermo, Oh Dio, chiudo gli occhi!!!
L’imbianchino che forse non lo è mai stato, o forse ama semplicemente il rischio è su un’a scala alta alta che arriva sino a molte volte il palazzo, come la chiamano i grandi? Ah si, ecco, impalcatura.
Deve scendere. CAVOLO HA FINITO.OVVIO CHE deve scendere. Ma non ha molti mezzi. Sempre lo stesso.La scala di prima. Mamma urlaaaaaaaaa!!! Perché non urli? A me mica mi sente. Bom. Tacio e osservo. L’operaio slitta tra le assi di ferro che tengon in piedi la struttura su cui lavora, scivola giu piano dopo piano. Con lentezza ma senza esitare. Mi ricorda ilpreferito: PETER PAN. Anche qua è volato.
Peter mi mostra le sue Havayanas fluorescenti e una bella chioma scura quasi rasata a zero. Come il cantiere vuole. Sospiro e dico, okkkk. Gliel’ha fatta. Mentre un jeeppone strombazza e mi distrae lui pensa bene di reggersi sulla transenna con un braccio mentre con l’altro aggrappa il secchione degli attrezzi. Prima lui poi il secchione. Ma sei mica…. E' sospeso nel vuoto!
Quasi rigurgito… Allora Filò, che come mamma ha un sesto senso, si gira dall’altro lato. Mi priva della visuale e si rimette in cammino.
E’ ora di pranzo. Accendiamo un focherello di carbone, facciamo una montagnetta e ci piazziamo sopra un recipiente tondeggiante, alticcio, no, altuccio, dalle ampie sponde….a fianco stessa cosa, ma con una padella meno pomposa. Oggi niente funji, niente farina di mandioca cotta nell’acqua morna(tiepida) senza sale. Oggi riso. Olio sul fondo, cipolla soffritta e una manciata di riso dal pugno che Filò stringe , che basta per tutti e due. Un minutino e via. Inondiamo il riso d’acqua. Lo so già. Appena questa sparisce io mangerò. E’ così che mi dice la mamma. L’oro bianco si ringalluzisce e noi riempiamo lo stomaco. Per leccarci i baffi ovviamente chiamiamo i fagioli neri e gli diciamo se possono fargli compagnia. Generalemente accettano. Se hanno impegni non si presentano e noi mangiamo in bianco.
Filò si sposta, oggi camminiamo tanto, sembra che alcune antipatiche le abbiano detto di vendere più in fondo. Bisticciano verbalmente, a me non mi toccano però, poi le voci si affievoliscono e …E allora ci muoviamo, io dondolo, e cerco altri colori che mi stuzzichino la fantasia.
Eppaaa. Non ci vuole molto. Alla sinistra dove Filò ha deciso di sostare , poco più in là della nostra bacinella di mandioca c’è un tavolino. Io sono alla sua altezza. E’ fluorescente come Slimer dei Ghostbusters, ha una quantità di sfumatureche alla palla delle discoteche di provincia di cui parla Edelinamiasorella gli fa un baffo Gli fa! Sono smalti. Il tavolino è pieno di SMALTI. La ceralacca delle unghie delle bellepulzelle, il rouge bizzaRRò delle donnine frufru, i brillantini alla ellochitti.
Ritorniamo spesso vicino a questo luna park di colori.
Si ferma un sacco di gente li. Allora provo a dire a Filò…ma perché tu non fai le mani alla gente? Hai visto quanti? E tanti bligliettoni da 2mila kwanza per camparci noi e il parentado sino al 2015. Altro che cibo, dai mami investi sul Glamourrr. Ma non mi ha sentito e il giorno dopo ha deciso di cambiar spazio-vendita, il giovane Dallapalma angolano le rubava tutti i clienti. Ci credo lui ti propone 70 tipi di tinta, non importa se adatta a tutti e SU tutti, e per tutte le età. L’importante è avvicinarsi, sedersi um tempinho con Diego, fare conversazione e aspettare che asciughi con dell’ottimo collante che il traffico propone, di ogni qualità e tipo. Porquè eu tenho valor.
Va beh.
E’ quasi notte. Mamma conta i soldini del giorno. Ne ha arricciati alcuni sulla bretella del reggipetto, due nell’incavo della mano col recipiente sulla nuca, gli ultimi in un angolo del panno, sotto le mie gambe. Il suo passo si affretta, ha un po’ paura. Lo so. E lo fa per me anche-che sto sotto la bacinella, così mi porta a casa e mi protegge. E allora corre con la mano alzata dentro uno dei biscioni a motore del governo che sono a disposizione per noi persone di questo paese, che ci sposta da un quartiere ad un altro, giudice traghettatore delle nostre vite, mentre Filò può finalmente dedicarsi a guardarmi negli occhi, sul suo grembo, come per tutta la giornata, ne sono certo, ha desiderato.

Chi vi dice che io,invisibile e rannicchiato non stia meglio di voi? Me ne sto tranquillo ad osservarvi, zitto zitto, mentre vi affaticate e correte e vi perdete quello di cui il mio occhio si riempie.

venerdì 10 luglio 2009

Alla Bud Spencer



"Mamme ma si può sapere perchè mangiate per terra? Così, ve lo chiedo perchè abbiam scaricato un container di tavolini da reparto,e allora, capite come? A volte ci chiediamo: perchè l'abbiamo fatto? -UN'ANALISI DEI COSTUMI LOCALI NO EH??- Magari il posto vi resta un po più pulito, nooo eh?".
La più brillante del gruppo ruba la scena alle altre 4, in sala neonatologia:
EEEEEEEEEhhhhh Dottora, ma com'è che "voi" mangiate lassù in alto, sopra un tavolo?- lo indica guardandolo dal basso, dov'è seduta con la padella tra le mani- Il corpo sta benissimo quaggiù quando riceve il cibo. E gli alimenti vanno già là (fa dei cerchi concentrici sullo stomaco, delicatamente), nel posto più in basso, dove devono stare. Così, vicini alla terra, si accomodano nella pancia e va bene. Quanti sforzi mangiare lassù e poi, quanto ci mette a scendere in pancia? Dopodichè, quando hai finito di mandar giù tutto questo buon cibo respiri bene e al momento giusto RUTTI. così: BUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA"
E inscena uno di quegli svuotamenti d'aria esofagei alla Bud Spencer dopo la fagiolata in "Io sto con gli ippopotami" che.......... ragazzi....divento bionda.
Sorboleeeeeeeee.
Mi guardo i capelli ossigenati, riprendo fiato e riconquisto la scena. Ora viene il bello della giornata. Sono ormai le 17.45. Mi prendo una sedia, dimentico le carte dell'ufficio e mi infilo nei loro discorsi. Inizio con discrezione, spiego che da me a ruttare a gran voce, magari in una chiesa, o nei banchi di scuola, in generale in pubblico, si prendono tanti di quegli schiaffoni...O comunque delle belle occhiatacce, dagli adulti signorili e dalla gente per bene, QUELLA RAFFINATA.
Si, insomma, non è che usino farlo tutti, a parte i gajardi che non si fanno troppi problemi e vivono in totale libertà: beati loro.
"Ricordo la mi mamma-continuo a raccontare in lingua loro- quante botte a mio fratello ogni volta che "DIGERIVA" il buon cibo!"
Le donnine angolane mi guardano allibite:
MA QUESTI SON SCEMI?
E c'hanno pure ragione.
Piccole lezioni di vita insomma.
Come negare che l'assestamento interno di proteine carboidrati e pinzimoni misti a fluttuanti giochi d'aria, non siano davvero una delle cose più salutari che esistono? Poi giù a chiedermi che cos'è che mangiano gli italiani, come si chiama la frutta, perchè prima di fare figli in generale ci sposiamo, se loro fanno il contrario da millenni...
Felice e soddisfatta lascio il reparto e me ne torno alla mia piccola casetta.
Mi son fatta amiche la mamma di Isabel, di Flavio e di Paolito, che, neanche a dirlo: è nato il 6 giugno del 2009 mentre ...Va beh, che v'ooo dico a fà!?

Evviva la mia nuova II integrazione. Primo giro di boa da african girl!

martedì 30 giugno 2009











domenica 28 giugno 2009

LE FIABE MODERNE HANNO IL LIETO FINE?


C'era una volta una coppia non tanto comune di sposi, che sposi ancora non erano.
Un matrimonio sognato in Namibia,
mentre lei lavora in un' Africa mooolto subsahariana e lui in una soleggiata isola del
mediterraneo. Qualche mese prima delle nozze prenotano una sala che più che da
ricevimento sembra il centro di smistamento dei prodotti cerealicoli
di tutto l'oristanese, e lo sarà sino a 4 giorni prima.
Nel frattempo la sposa rimane in Angola, mentre lo sposo fa di tutto per trovar lavoro al suo fianco. Ci riesce. La raggiunge, ma
non troppo, viste le distanze, il traffico e i mezzi di trasporto di Luanda. Ma un compromesso si trova sempre. Sopratutto se non ci si vede da mesi e manca davvero poco al fatidico si. Arriva il momento di rientrare in
Sardegna, ma solo per lei, perchè lui è ancora giu che percorre le strade vicine al Congo e ha da fare qualche settimana di più.
Inversione dei ruoli, dunque, se no che fiaba moderna sarebbe!!! Souspanceeee. Lui afro Lei UE.
La sposa organizza per la cerimonia, con damigelle che la riempiono di onori e attenzioni. Lui arriverà solo 15giorni prima del rito, per gli
ultimissimi preparativi. Finalmente riuniti coronano il sogno di lunga
vita e ripartono, questa volta insieme, mielosi, incollati l'uno
all'altra, talmente dolci da far schifo anche ad un'ape regina del Caucaso (e che ne sò....stranezze della fiaba)!
Dicono..."Ma si, facciamo i pionieri, scopriamone un altro di mondo....andiamo verso dove il sole sorge". e volano su Laos e Thailandia.
Al rientro dal mondo dei monaci color di zucca si dividono
tra baci d'amici, figliocci e padrini e lacrime di genitori che
aspetteranno altri mesi per rivederli. Ed ecco: dopo l'Honey moon
indimenticabile... tre brevissimi giorni e la sposa novella riparte per l'Africa e il suo principe azzurro aspetta che un cavallo bianco recapiti il passaporto vistato per accedere al lontano Paese nero. Il prima possibile per poterla raggiungere ancora sul versante occidentale dell'oceano atlantico.

Devo chiamare la scuderia, perchè il cavallo si avvii al più presto. I
protagonisti di questa fiaba mi stanno simpatici, un pò squilibrati e senza meta, ma mi pare facciano una vita coloratissima, perchè, in fondo in fondo, non regalargli un lieto fine?



Ciao carissimi tutti, meno male ci siete voi..quaggiù e là in casa! Tenkiùfortudooo
Chiedo perdono a tutti coloro ai quali non ho potuto rispond. alle mails, agli sms, ai biglietti d'auguri. Il mio abbraccio più grandeee

PS..ANCORA poco poco e riuscirò A PUBBLICARE TUTTO QUELLO CHE è SUCCESSO IN QUEI GIORNI...molto più di quanto s'immaginiiiii

lunedì 20 aprile 2009

Il valore del doppio


Se magari vi preoccupate per noi...

Oddio, parlo giá doppio.
Eeeeeeeeeee
Ormai lo sapete tutti.
Avete ceduto un elemento importante, bontá vostra, e me lo son presto accaparrato io...Anche se di doppio ancora c'é poco, ci prendiamo quel che si puó!
E' vero.
Abbiamo due spazzolini in due sedi separate che si riuniscono la domenica a pranzo. Uno alla periferia, l'altro nella parte chich della capitale, che quando é notte fonda ci impieghi 15 minuti a collegarle, durante il giorno...3 ore.

Abbiamo anche due pc che quando si riuniscono é meglio, cosí fanno bene il lavoro di uno.

Abbiamo le bomboniere afro peró....e quelle sono molto piú di un doppio. Ma sono nella mia sede, perché la sede dell'ingegnere non é ancora la sua sede, e non é bello spargere beni preziosi in luoghi sconosciuti. Ci incontriamo per guardarle.Seeeeeeee

Abbiamo due jeep in due, ma non ci uniscono troppo, perché la mia é dell'ospedale e non é che é sempre al mio servizio, l'altra non dá ancora fiducia al suo possibile motorista, ché non ha patente locale.

In compenso lui ha due pazienze, che unite alle mie fanno un bel doppio (perché la matematica non é un opinione) e io sono apposto. Tutto é tornato all'equilibrio di una volta!

Insomma questi turisti per caso che state per r-incontrare si dilettano a rincorrersi anche quaggiú.
Oh, io li vedo un pó confusi. Nessuna casa all'orizzonte, per aver l'indipendenza chiedono ancora il permesso ai "genitori adottivi" delle varie aziende-comunitá, pure troppo frastornati dai nuovi impieghi, viaggi di migliaia di chilometri su starde di terra rossa battuta, ancora increduli dell'incontro riuscito...
ma, secondo me, gliela fanno pure stavolta.
Va beh, ciao

mercoledì 1 aprile 2009







E mentre Londra spalanca le porte al G20
La Maddalena al Vertice G8
La mia famiglia all’evento dell’anno
La CEI alle banche
Io che faccio?
Mi dó all’avventura e parto per Huambo.
La Nova Lisboa, come indicato sui cartelli.
Chiaro segno dell’antica occupazione coloniale.
Messa in ginocchio dalla lotta per l’ indipendenza del ‘75
E dalla guerriglia tra i due grossi partiti politici
UNìTA e MPLA
Per quasi 30anni.
Sará stato il gran d’angolo della mia Nikonfacciotuttodasola
Sará stato l’incanto, dopo un giorno di viaggio
Le campagne sterminate
La montagna fresca
I contadini com la canna da zucchero
Le signore dei campi
La madri badesse angolane

Che spettacolo.
Come sempre, vi lascio alle immagini

lunedì 23 marzo 2009

Per dirvi la mia sulla “scivolata“ : metodi anti HIV.
Saró concisa.
Ho seguito il gruppo di ascolto ai pazienti sieropositivi per un anno, qui a Luanda.
Il nostro ospedale é di matrice religiosa (se mi passate il termine), ma si appoggia anche al governo. E lotta com ogni mezzo e personale medico per migliorare le condizioni dei pazienti in trattaento.
Riceviamo aiuti, farmaci e attrezzature per il diagnostico: dal governo e da altri benefattori.
I pazienti accedono alla TARV (Trattamento antiretrovirale) in maniera gratuita, hanno l’assistenza medica costante.
Eppure la percentuale dei pazienti infettati sale. Sale perché si aprono le frontiere. Sale perché la miseria porta a certe condizioni di promiscuitá tali da non poter arginare il problema. Sale perché non tutti riescono accedere all’istruzione….
Infermieri e volontari, psicologi, assistenti sociali, educatori, tutti organizzano campagne di formazione per i pazienti delle zone piú povere della cittá. La radio ne parla. I cartelloni pubblicitari son piú coraggiosi o sfrontati dei nostri. Perché tutti conoscano e nessuno possa avere il diritto di dire: io non lo sapevo. Perché comprendano l’uso del preservativo. Perché la poligamia che dilaga e caratterizza la cultura di una parte di questo popolo, non provochi il dilagare dell’HIV e la morte di molti dei bambini del bairro.
Ognuna delle ONG che conosco lotta contro questo Vrus e la sua prevenzione con ogni mezzo. Non c’é religione in un popolo che ne há tante e pratica quella che meglio crede.
Questa rurale o periferica é una realtá molto speciale. Quando parli di unione familiare stai partendo dai tuoi parametri culturali, non dai loro. La vita sociale qua há tutto un altro significato. Per arginare il problema non basta dire:” Amatevi davvero”. Astenetevi.
Perché???
Perché non lo si faaaaa. Ve lo dicoooo: NON SI FA.
E lo stesso uomo che ieri há infettato una donna e l’há fecondata, oggi ne sta infettando un’altra, e suo figlio nascerá probabilmente con lo stesso Virus in corpo, incolpevole e ignaro, mentre la terza esposa che há lasciato l’anno passato é gia qua, in un letto di ospedale, con la gabbia toracica di fuori, gli occhi grandi e spalancati, senza piú figli, che si lascia andare alla sofferenza