venerdì 10 luglio 2009

Alla Bud Spencer



"Mamme ma si può sapere perchè mangiate per terra? Così, ve lo chiedo perchè abbiam scaricato un container di tavolini da reparto,e allora, capite come? A volte ci chiediamo: perchè l'abbiamo fatto? -UN'ANALISI DEI COSTUMI LOCALI NO EH??- Magari il posto vi resta un po più pulito, nooo eh?".
La più brillante del gruppo ruba la scena alle altre 4, in sala neonatologia:
EEEEEEEEEhhhhh Dottora, ma com'è che "voi" mangiate lassù in alto, sopra un tavolo?- lo indica guardandolo dal basso, dov'è seduta con la padella tra le mani- Il corpo sta benissimo quaggiù quando riceve il cibo. E gli alimenti vanno già là (fa dei cerchi concentrici sullo stomaco, delicatamente), nel posto più in basso, dove devono stare. Così, vicini alla terra, si accomodano nella pancia e va bene. Quanti sforzi mangiare lassù e poi, quanto ci mette a scendere in pancia? Dopodichè, quando hai finito di mandar giù tutto questo buon cibo respiri bene e al momento giusto RUTTI. così: BUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA"
E inscena uno di quegli svuotamenti d'aria esofagei alla Bud Spencer dopo la fagiolata in "Io sto con gli ippopotami" che.......... ragazzi....divento bionda.
Sorboleeeeeeeee.
Mi guardo i capelli ossigenati, riprendo fiato e riconquisto la scena. Ora viene il bello della giornata. Sono ormai le 17.45. Mi prendo una sedia, dimentico le carte dell'ufficio e mi infilo nei loro discorsi. Inizio con discrezione, spiego che da me a ruttare a gran voce, magari in una chiesa, o nei banchi di scuola, in generale in pubblico, si prendono tanti di quegli schiaffoni...O comunque delle belle occhiatacce, dagli adulti signorili e dalla gente per bene, QUELLA RAFFINATA.
Si, insomma, non è che usino farlo tutti, a parte i gajardi che non si fanno troppi problemi e vivono in totale libertà: beati loro.
"Ricordo la mi mamma-continuo a raccontare in lingua loro- quante botte a mio fratello ogni volta che "DIGERIVA" il buon cibo!"
Le donnine angolane mi guardano allibite:
MA QUESTI SON SCEMI?
E c'hanno pure ragione.
Piccole lezioni di vita insomma.
Come negare che l'assestamento interno di proteine carboidrati e pinzimoni misti a fluttuanti giochi d'aria, non siano davvero una delle cose più salutari che esistono? Poi giù a chiedermi che cos'è che mangiano gli italiani, come si chiama la frutta, perchè prima di fare figli in generale ci sposiamo, se loro fanno il contrario da millenni...
Felice e soddisfatta lascio il reparto e me ne torno alla mia piccola casetta.
Mi son fatta amiche la mamma di Isabel, di Flavio e di Paolito, che, neanche a dirlo: è nato il 6 giugno del 2009 mentre ...Va beh, che v'ooo dico a fà!?

Evviva la mia nuova II integrazione. Primo giro di boa da african girl!

martedì 30 giugno 2009











domenica 28 giugno 2009

LE FIABE MODERNE HANNO IL LIETO FINE?


C'era una volta una coppia non tanto comune di sposi, che sposi ancora non erano.
Un matrimonio sognato in Namibia,
mentre lei lavora in un' Africa mooolto subsahariana e lui in una soleggiata isola del
mediterraneo. Qualche mese prima delle nozze prenotano una sala che più che da
ricevimento sembra il centro di smistamento dei prodotti cerealicoli
di tutto l'oristanese, e lo sarà sino a 4 giorni prima.
Nel frattempo la sposa rimane in Angola, mentre lo sposo fa di tutto per trovar lavoro al suo fianco. Ci riesce. La raggiunge, ma
non troppo, viste le distanze, il traffico e i mezzi di trasporto di Luanda. Ma un compromesso si trova sempre. Sopratutto se non ci si vede da mesi e manca davvero poco al fatidico si. Arriva il momento di rientrare in
Sardegna, ma solo per lei, perchè lui è ancora giu che percorre le strade vicine al Congo e ha da fare qualche settimana di più.
Inversione dei ruoli, dunque, se no che fiaba moderna sarebbe!!! Souspanceeee. Lui afro Lei UE.
La sposa organizza per la cerimonia, con damigelle che la riempiono di onori e attenzioni. Lui arriverà solo 15giorni prima del rito, per gli
ultimissimi preparativi. Finalmente riuniti coronano il sogno di lunga
vita e ripartono, questa volta insieme, mielosi, incollati l'uno
all'altra, talmente dolci da far schifo anche ad un'ape regina del Caucaso (e che ne sò....stranezze della fiaba)!
Dicono..."Ma si, facciamo i pionieri, scopriamone un altro di mondo....andiamo verso dove il sole sorge". e volano su Laos e Thailandia.
Al rientro dal mondo dei monaci color di zucca si dividono
tra baci d'amici, figliocci e padrini e lacrime di genitori che
aspetteranno altri mesi per rivederli. Ed ecco: dopo l'Honey moon
indimenticabile... tre brevissimi giorni e la sposa novella riparte per l'Africa e il suo principe azzurro aspetta che un cavallo bianco recapiti il passaporto vistato per accedere al lontano Paese nero. Il prima possibile per poterla raggiungere ancora sul versante occidentale dell'oceano atlantico.

Devo chiamare la scuderia, perchè il cavallo si avvii al più presto. I
protagonisti di questa fiaba mi stanno simpatici, un pò squilibrati e senza meta, ma mi pare facciano una vita coloratissima, perchè, in fondo in fondo, non regalargli un lieto fine?



Ciao carissimi tutti, meno male ci siete voi..quaggiù e là in casa! Tenkiùfortudooo
Chiedo perdono a tutti coloro ai quali non ho potuto rispond. alle mails, agli sms, ai biglietti d'auguri. Il mio abbraccio più grandeee

PS..ANCORA poco poco e riuscirò A PUBBLICARE TUTTO QUELLO CHE è SUCCESSO IN QUEI GIORNI...molto più di quanto s'immaginiiiii

lunedì 20 aprile 2009

Il valore del doppio


Se magari vi preoccupate per noi...

Oddio, parlo giá doppio.
Eeeeeeeeeee
Ormai lo sapete tutti.
Avete ceduto un elemento importante, bontá vostra, e me lo son presto accaparrato io...Anche se di doppio ancora c'é poco, ci prendiamo quel che si puó!
E' vero.
Abbiamo due spazzolini in due sedi separate che si riuniscono la domenica a pranzo. Uno alla periferia, l'altro nella parte chich della capitale, che quando é notte fonda ci impieghi 15 minuti a collegarle, durante il giorno...3 ore.

Abbiamo anche due pc che quando si riuniscono é meglio, cosí fanno bene il lavoro di uno.

Abbiamo le bomboniere afro peró....e quelle sono molto piú di un doppio. Ma sono nella mia sede, perché la sede dell'ingegnere non é ancora la sua sede, e non é bello spargere beni preziosi in luoghi sconosciuti. Ci incontriamo per guardarle.Seeeeeeee

Abbiamo due jeep in due, ma non ci uniscono troppo, perché la mia é dell'ospedale e non é che é sempre al mio servizio, l'altra non dá ancora fiducia al suo possibile motorista, ché non ha patente locale.

In compenso lui ha due pazienze, che unite alle mie fanno un bel doppio (perché la matematica non é un opinione) e io sono apposto. Tutto é tornato all'equilibrio di una volta!

Insomma questi turisti per caso che state per r-incontrare si dilettano a rincorrersi anche quaggiú.
Oh, io li vedo un pó confusi. Nessuna casa all'orizzonte, per aver l'indipendenza chiedono ancora il permesso ai "genitori adottivi" delle varie aziende-comunitá, pure troppo frastornati dai nuovi impieghi, viaggi di migliaia di chilometri su starde di terra rossa battuta, ancora increduli dell'incontro riuscito...
ma, secondo me, gliela fanno pure stavolta.
Va beh, ciao

mercoledì 1 aprile 2009







E mentre Londra spalanca le porte al G20
La Maddalena al Vertice G8
La mia famiglia all’evento dell’anno
La CEI alle banche
Io che faccio?
Mi dó all’avventura e parto per Huambo.
La Nova Lisboa, come indicato sui cartelli.
Chiaro segno dell’antica occupazione coloniale.
Messa in ginocchio dalla lotta per l’ indipendenza del ‘75
E dalla guerriglia tra i due grossi partiti politici
UNìTA e MPLA
Per quasi 30anni.
Sará stato il gran d’angolo della mia Nikonfacciotuttodasola
Sará stato l’incanto, dopo un giorno di viaggio
Le campagne sterminate
La montagna fresca
I contadini com la canna da zucchero
Le signore dei campi
La madri badesse angolane

Che spettacolo.
Come sempre, vi lascio alle immagini

lunedì 23 marzo 2009

Per dirvi la mia sulla “scivolata“ : metodi anti HIV.
Saró concisa.
Ho seguito il gruppo di ascolto ai pazienti sieropositivi per un anno, qui a Luanda.
Il nostro ospedale é di matrice religiosa (se mi passate il termine), ma si appoggia anche al governo. E lotta com ogni mezzo e personale medico per migliorare le condizioni dei pazienti in trattaento.
Riceviamo aiuti, farmaci e attrezzature per il diagnostico: dal governo e da altri benefattori.
I pazienti accedono alla TARV (Trattamento antiretrovirale) in maniera gratuita, hanno l’assistenza medica costante.
Eppure la percentuale dei pazienti infettati sale. Sale perché si aprono le frontiere. Sale perché la miseria porta a certe condizioni di promiscuitá tali da non poter arginare il problema. Sale perché non tutti riescono accedere all’istruzione….
Infermieri e volontari, psicologi, assistenti sociali, educatori, tutti organizzano campagne di formazione per i pazienti delle zone piú povere della cittá. La radio ne parla. I cartelloni pubblicitari son piú coraggiosi o sfrontati dei nostri. Perché tutti conoscano e nessuno possa avere il diritto di dire: io non lo sapevo. Perché comprendano l’uso del preservativo. Perché la poligamia che dilaga e caratterizza la cultura di una parte di questo popolo, non provochi il dilagare dell’HIV e la morte di molti dei bambini del bairro.
Ognuna delle ONG che conosco lotta contro questo Vrus e la sua prevenzione con ogni mezzo. Non c’é religione in un popolo che ne há tante e pratica quella che meglio crede.
Questa rurale o periferica é una realtá molto speciale. Quando parli di unione familiare stai partendo dai tuoi parametri culturali, non dai loro. La vita sociale qua há tutto un altro significato. Per arginare il problema non basta dire:” Amatevi davvero”. Astenetevi.
Perché???
Perché non lo si faaaaa. Ve lo dicoooo: NON SI FA.
E lo stesso uomo che ieri há infettato una donna e l’há fecondata, oggi ne sta infettando un’altra, e suo figlio nascerá probabilmente con lo stesso Virus in corpo, incolpevole e ignaro, mentre la terza esposa che há lasciato l’anno passato é gia qua, in un letto di ospedale, con la gabbia toracica di fuori, gli occhi grandi e spalancati, senza piú figli, che si lascia andare alla sofferenza

martedì 17 marzo 2009





"Le donne di Modena hanno le ossa grandi

Le donne di Modena hanno larghi i fianchi

Le donne di Modena accettano un invito

E non é il caso di essere il marito"....Bel pezzo Baccini. Ora ti copio e ne invento uno sulle donne d'Angola.

"Le donne del Roque

hanno grosse braccia...Fanno capolino all’alba sulle loro stuoie, e si distendono vicine a vender la merce per ore e ore e ore sotto grandi teloni di plastica nera e impolverata di fronte a un porto cheper loro non fa frontiera

 

Le donne di Palanca

hanno larghe ceste dove metter beni di prima, terza e quinta necessitá. Ancheggiano instancabili tra il paraurti di un Toyota rosso antico e lo scarico di un TIR di vecchia data, come addestrate da un plotone dei marines, senza incertezza. Si riforniscoo all’alba con  carichi di frutta, radici, pomodori, legumi, vestiti “Dal Brasile, dal Brasile, é questo che caro, Brasile, noi importiamo amiga.....” e pane, tanto pane. Pane lungo e alto che fa capolino dalla cesta blu.

 

Le donne di Sambizanga

si cingono la vita con i panni colorati della Côte d’Avoir, loro fonte preziosa..Ne sanno far buon uso, credetemi. Dentro una piccola stoffa si puó racchiudere un trasloco, si creano marsupi per il trasporto e la nanna dei figli, si puó allestire un giaciglio, ci si asciuga la pipí del neonato, e si imbadiscono gli altari.

 Le donne di Cazenga

intessono i capelli l’un con l’altra. Hanno sempre di riserva degli elastici rigorosamente neri, piccoli piccoli e una nuova ciocca di capelli finti. Aspettate, errei: posson esser pure veri e d’importazione CHINA.  “Queres loiros, ma querida? O vermelhos? Pretos?” Di ogni colore e lunghezza. La giuntura del capello posticcio col capello vero, con sede su apposito cuoio capelluto originale, crea un unione inossidabile, e la testa di base, come per incanto, non esiste piú,desaparesse. Il capello vero sará 3cm massimo e costituisce solo le fondamenta, punto fermo dal quale far partire le lunghe chiome intrecciate. Questione di igiene, mi spiegano, ma secondo me, pure qui é Vanitá!

Le donne di Ingombota,

tiran su la voceeee. Ai mercati, giú nel porto, agli stop dei taxi-driver. Nessuna mai si arrende. Il cavarsela da sé le caratterizza e dá la forza. Intonano inni al lutto negli ospedali alla perdita di un bimbo, nenie melodiose tramandate per lenire gli animi, le loro tempie si rigonfiano in pianto. Mi ricordano alcuni film dove la donna del Sud-Italia piange disperatamente il suo unico figlio.

Alle donne di Rangel

le corde vocali regalano la pubblicitá. Un pó come il “Cocco bello cocco fresco” delle nostre caldissime spiagge. Niente insegne luminose, niente pareti. Basta una strada, dei passanti e il baratto puó avere inizio.

Quelle del Kilamba

hanno i piedi stanchi. Marciano su fanghi e lamiere dia pra dia, aspettano per ore il loro turno alla sanitá, tornano al lavoro e preparano i 5 meninos per la scuola della sera. Lasciano i mariti ad altre “signore” dai seni piú giovani e prorompenti. Lavano i vestiti alle fonti e riempiono le botti gialle d’acqua tutte insieme, unite dallo stesso destino secolare.

Le donne di Maianga

curano l’aspetto e mirano all’emancipazione. Imitano le modelle dei cartelloni al centro cittá, indossano tacchi piú alti, gioelli al collo e sull’anulare destro, passeggiano in sella a dei fuoristrada possenti e son sempre accompagnate da uomini con anello d’oro.

 

Ma tutte....

Amano danzare

Parlan portoghese

 

Mangiano farine, strane

E san far l’amoreee.......viste le statisiche delle nascite, chi puó dubitare?

Sanno cucinare

Prendon decisioni

Ma non han potere, non in generale

Tuttavia, 'sta rete sociale....Sá di Matriarcale"

 

Na na nanana  na anaa